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La moda come urlo sociale: Gucci Cruise 2020

Gucci cruise 2020

Che la moda sia indiscutibilmente riconosciuta come forma artistica è ormai un dato certo, ma ogni volta che utilizza il proprio potere mediatico per sollevare problemi sociali crea scalpore. Mai tanto attuale può essere l’esempio per la sfilata ai Musei Capitolini di Gucci Cruise 2020 attraverso la quale il direttore artistico della maison,  Alessandro Michele, mixa richiami pagani, epoca simbolo della libertà, ad inserti provocatori in segno di protesta contro la rinata discussione della legittimità dell’aborto nei paese occidentali. Il tutto senza dimenticare mai uno stile ricercatissimo e carico di dettagli prestigiosi. Ai musei Capitolini si respira aria di una civiltà arcaica e lussuriosa, libera dai dogmi imposti dalla storia, che hanno da sempre focalizzato i loro limiti sul corpo femminile, espressione troppo bella e perfetta della natura per essere lasciata libera di esprimersi. Alessandro Michele non lascia troppo spazio all’interpretazione dando dei messaggi chiari sin dall’ingresso in cui campeggia un lenzuolo  in cui cita  Paul Venye, Et dans l’éternité je ne m’ennuierai pas: “solo l’antichità pagana ha risvegliato il mio desiderio, perché era il mondo di prima, perché era un mondo abolito”. Si prosegue con i ricami sui capi tra cui la data 22.o5.1978 (data dell’approvazione della legge 194 per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza) o il disegno di un utero femminile a significare che le donne sono le sole a poter decidere del proprio corpo.

Gucci cruise 2020

Michele riprende le redini della protesta femminista, iniziata da Coco Chanel che vestì le gambe delle donne con dei comodissimi pantaloni , proseguita da Mary Quant e le sue minigonne tanto provocatorie quanto vere, senza dimenticare Gina Pane che attraverso le sue installazioni  di body art  ha fatto da megafono all’urlo di libertà femminile. Che si riparta quindi da qui, dalla moda che non solo veste le donne, ma che le difende nei loro diritti e nella loro libertà espressiva.

 

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